26 ottobre 2026
In Italia non esiste ancora una certificazione pubblica del formatore AI. Cosa dice la nuova norma UNI, cosa chiede il D.Lgs. 179/2026 e cinque domande per valutare un formatore prima di affidargli il vostro team.
Da quando il D.Lgs. 179/2026 ha reso obbligatoria la formazione dei lavoratori sull'intelligenza artificiale, molte aziende si fanno una domanda legittima: «Il formatore che scegliamo deve essere certificato?»
E intanto, online, si moltiplicano le offerte di «formatori AI certificati». Facciamo chiarezza, perché la risposta è più semplice di quanto sembri.
In Italia oggi non esiste una certificazione pubblica del formatore AI.
Esiste una norma tecnica sulle professioni dell'intelligenza artificiale, ma la figura del formatore non è prevista. E la legge che obbliga le aziende a formare i dipendenti non chiede che il formatore sia certificato.
Questo non significa che manchino formatori competenti. Significa che le competenze vanno verificate in un altro modo.
Il 30 aprile 2026 è stata pubblicata la norma UNI 11621-8, che definisce dodici profili professionali dell'intelligenza artificiale. Tra questi: Chief AI Officer, AI Consultant, AI Product Manager, AI Prompt Engineer, AI Data Scientist e diversi profili di ingegneria e sicurezza.
È un passo importante: per la prima volta le competenze di queste figure sono descritte in modo preciso e verificabile. Chi vorrà certificarsi dovrà superare un esame davanti a un organismo indipendente, accreditato da Accredia, l'ente nazionale di accreditamento, che ha avviato le procedure a giugno 2026.
Due dettagli però contano:
Quando il sistema sarà operativo, una certificazione UNI sarà un segnale utile, ad esempio per chi offre anche consulenza. Ma oggi non può essere il criterio per scegliere un formatore.
Il D.Lgs. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre, stabilisce che il datore di lavoro deve garantire ai lavoratori un'informazione e una formazione adeguate sui rischi legati all'uso dei sistemi di intelligenza artificiale, da considerare anche nella valutazione dei rischi aziendale.
La legge chiede che la formazione sia adeguata. Non indica requisiti specifici per chi la eroga. La responsabilità di scegliere bene resta all'azienda.
Quando un formatore si presenta come «certificato», vale la pena capire che cosa ha in mano. Le situazioni più comuni sono quattro:
Chi ha seguito percorsi seri, conseguito credenziali o certificazioni di produttori come Google o Microsoft, ha investito nella propria preparazione, ed è giusto che lo mostri. L'importante è sapere cosa ciascun titolo dimostra.
Nessuna di queste è un problema in sé. Il problema nasce quando una sigla viene presentata come una garanzia che non è.
Molti dei formatori più preparati in Italia non hanno nessun bollino. Hanno invece anni di esperienza in azienda, nella scuola, nel marketing o nell'informatica, e hanno già formato centinaia di persone. Per riconoscerli, più di un certificato servono le domande giuste:
E un consiglio pratico: chiedete se il percorso può essere finanziato tramite i fondi interprofessionali a cui l'azienda versa già i contributi. Molti formatori lavorano già con enti accreditati e possono indicarvi la strada.
Su FormatoriAI.it non vendiamo bollini e non assegniamo formatori dall'alto. Ogni formatore ha un profilo pubblico, con nome, esperienza, competenze, tariffe e, sempre più spesso, i corsi e le consulenze che offre, descritti con durata, destinatari e programma. Le certificazioni che un formatore possiede, quando ci sono, sono indicate nel suo profilo, con il link per verificarle.
L'azienda vede, confronta e contatta direttamente il formatore, senza intermediari e senza commissioni. Crediamo che sia il modo più onesto per scegliere, almeno finché non esisterà una certificazione pubblica. E anche dopo.
Fonti: Accredia, comunicazione del 18 giugno 2026 sull'accreditamento per la certificazione dei professionisti dell'intelligenza artificiale; norma UNI 11621-8:2026; D.Lgs. 179/2026. Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Situazione aggiornata a ottobre 2026.
Filippo De Capitani Fondatore, FormatoriAI.it
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