16 ottobre 2026
Dal 2025 l'AI Act chiede alle aziende di formare chi usa l'intelligenza artificiale. Ad agosto 2026 sono partiti i controlli, a luglio le regole sono cambiate. Ecco cosa significa per una PMI, senza allarmismi.
Negli ultimi mesi molti imprenditori ci hanno fatto la stessa domanda: «È vero che dobbiamo fare formazione sull'intelligenza artificiale per legge?»
La risposta breve è sì, ma non nel modo in cui spesso viene raccontato. Facciamo chiarezza.
L'articolo 4 dell'AI Act (Regolamento UE 2024/1689) riguarda la cosiddetta alfabetizzazione in materia di AI. Chiede a tutte le organizzazioni che usano sistemi di intelligenza artificiale di occuparsi delle competenze delle persone che li usano: dipendenti, collaboratori, chiunque lavori con l'AI per conto dell'azienda.
Due dettagli importanti:
Quest'estate sono successe due cose, e insieme hanno generato un po' di confusione.
A luglio l'Europa ha alleggerito la regola. Con il cosiddetto Digital Omnibus (Regolamento UE 2026/1744, in vigore dal 27 luglio 2026) l'articolo 4 è stato riscritto. Prima le aziende dovevano garantire un livello sufficiente di competenze. Ora devono sostenere lo sviluppo delle competenze, senza un livello minimo stabilito per legge. Il testo chiede inoltre a Commissione e Stati membri di aiutare in particolare le PMI.
Ad agosto sono partiti i controlli. Dal 2 agosto 2026 sono entrati in funzione nuovi meccanismi di vigilanza dell'AI Act e nuovi obblighi di trasparenza, per esempio sui contenuti generati con l'AI.
In sintesi: l'obbligo di occuparsi della formazione c'è ancora, è più flessibile di prima, e ora c'è chi vigila sull'applicazione delle regole.
Qui serve onestà, perché circolano molti messaggi allarmistici.
L'articolo 4 non prevede una sanzione propria, come accade invece per le pratiche di AI vietate. Ma la formazione diventa il punto di riferimento quando qualcosa va storto: un dato riservato dei clienti incollato in un chatbot, un preventivo sbagliato generato dall'AI e mandato senza controllo, un contenuto pubblicato che viola diritti altrui. In quei casi, poter dimostrare di aver formato le persone fa la differenza.
Il vero rischio, però, non è legale. È usare l'AI male, o non usarla affatto mentre i concorrenti imparano a farlo.
Non serve un corso enorme. Serve un percorso proporzionato a come usate davvero l'AI:
La parte più difficile, per una PMI, è trovare qualcuno che conosca sia gli strumenti sia il vostro settore, e che sappia parlare al vostro team senza tecnicismi.
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Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per valutazioni specifiche sulla vostra azienda rivolgetevi a un professionista.
Filippo De Capitani Fondatore, FormatoriAI.it
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